Mese: giugno 2016

Secondo estratto-Il monologo sul sogno

«Sognare rende liberi, sognare ci porta a raggiungere le vette più alte della nostra vita, a realizzarci, ci spinge a dare il massimo. Non sono ipocrita a dirvi che tutti i nostri sogni verranno realizzati, ma questo non deve scoraggiarci: se davvero è il nostro sogno, alla mattina ci rialzeremo con la voglia di inseguirlo ancora più forte. Inseguendolo, camminiamo e con noi cammina il mondo: cambia, si evolve. Se non sognassimo il mondo rimarrebbe immutabile, fermo, ghiacciato. Se non credessimo nei nostri sogni e in un futuro più radioso non metteremo più al mondo altri figli. Se non sognassimo prima o poi il mondo morirebbe. Quindi non fatevi rubare la vostra capacità di sognare. Questo è il mio compito per le vacanze estive di quest’anno, spendete il vostro tempo a sognare, non sarà tempo sprecato e nelcontempo manterrete vivo lo spirito e il sogno di quel bambino che sognò di diventare cavaliere e diede a tutti noi la libertà. Sì ragazzi, i bambini possono sognare e possono realizzare i propri sogni»

(da “La leggenda del piccolo cavaliere coraggioso” in “Racconti e fiabe dal Vicolo dei miracoli”)

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Piccola anticipazione

Una piccola anticipazione di “Racconti e fiabe dal Vicolo dei Miracoli”

«Un muro di cemento occulta un paesaggio caro e ormai perduto. L’infanzia e i suoi ricordi sembrano perdersi in quella grigia barriera, ma recuperando lo sguardo del “sogno” quel muro potrebbe crollare, liberando la fantasia che in ognuno di noi alberga»

Questo è il significato della poesia che chiude la raccolta di fiabe e che illustra uno dei messaggi che questo libro vuole lanciare.

Uggiosa fila di pietra 
Maledetta grigia cementata
Rendi la mia anima tetra
La mia rosea infanzia disperata

Cos’è questa deprimente muraglia
Che dinnanzi mi si presenta?
Di malta e invidia è un’accozzaglia
Che rende l’infante visione spenta

Torno d’improvviso bambino
Volo oltre l’ostacolo orrendo
Come un falco mi avvento felino
Verso l’orrizionte mi spingo correndo

Possente il Noce maestoso saluta
L’agoniato mio dolce tornar
Furtivo il merlo fischiettante scruta
Il panorama m’invita guardar

Il grande campo verde è in fiore
Profuma dell’aroma estivo
Sento nel naso forte l’odore 
Del granturco maturo e redivivo

Cerco soavemente di allungar
Le braccia verso l’arborea collina
Il campanil voglio di nuovo abbracciar
Per stringer ancora d’amor Cortina

Come pazzo smetto di correre
Il fiatone affannoso che sale
Gli occhi s’apron per scorgere
Quel muro che ancor mi fa male

Sorrido di fronte alla parete
Che invano m’ha fermato
Nella sua essenza colgo crepe
E nel crollar il suo ultimo conato

Il muro inesorabile si sbriciola
Davanti alla fantasia di un bambino
La sua struttura spessa ruzzola
In fumo come la cenere d’un camino

S’è rotta la barriera dell’oppressione
Che m’impediva di veder e ricordare
Non mi avete negato l’immaginazione
Ma dato solamente la forza di sognare
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Racconti e fiabe dal vicolo dei miracoli

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Ed ecco a voi la mia prima pubblicazione:
«Racconti e fiabe dal Vicolo dei miracoli», edito da Silele.

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«Racconti di stampo classico che trattano il tema dell’amore, dell’amicizia, del sogno, ma anche fiabe che affrontano tematiche prettamente odierne come la “lotta alle apparenze”, la difesa dell’ambiente, la “depressione” e la libertà.
Storie coinvolgenti, a tratti magiche, ambientate nel paese di Marsure di Aviano, in provincia di Pordenone, dove sono riposti sogni, speranze e tutto ciò che appartiene ad una realtà
riscattabile. Una terra nella quale entrare con lo sguardo meravigliato di un bambino, lo sguardo stupito di chi sa credere ancora nei miracoli»