Un “Olandese volante” conquista il #Giro100

E’ Tom Domoulin la “maglia rosa” della centesima edizione del Giro d’Italia, primo olandese a vincere la prestigiosa corsa a tappe, iscrivendo così il suo nome nella leggenda del ciclismo e sul “trofeo infinito”.

Sono state tre settimane intense, scorbutiche e dispendiose, che ci hanno consegnato un finale trilling con quattro atleti che, nell’ultima cronometro, si giocavano la vittoria finale: Quintana, Nibali, Pinot e, appunto, Domoulin. Alla fine l’ha spuntata l’olandese della Sunweb, troppo forte nelle “corse contro il tempo” il giovane Tom. Qualcuno, vedendo l’abisso che Domoulin ha messo tra sé  e gli avversari nelle due cronometro disputate potrà pensare “Questo Giro si è deciso nelle cronometro”, ma, se in parte non si può negare questa evidenza, dall’altra parte bisogna ammettere che il corridore olandese ha dimostrato anche di essere un discreto scalatore che si è fregiato della vittoria nella tappa di Oropa e che si è difesonelle tappe dolomitiche e sul Blockhaus. Nulla hanno potuto Quintana e Nibali che hanno provato ad attaccare il forte passista nelle ultime due tappe di montagna (io ero presente sull’arrivo del Piancavallo), ma Domoulin e la sua sorprendente formazione (una rivelazione la Sunweb) hanno saputo sia controllare la corsa, che gestirla, nonché hanno avuto la capacità di sostenersi a vicenda nei rari momenti di difficoltà.  Se rimane un rammarico ai fuoriclasse Quintana e Nibali è forse quello di non aver attaccato in maniera convinta nel tappone dolomitico, probabilmente le gambe sono mancate e la stanchezza ha preso il sopravvento, sensazione che ho potuto confermare dal vivo nell’arrivo della diciannovesima tappa. Concludendo le mie impressioni sul neo-campione della “corsa rosa”, penso che questo corridore, fortissimo a cronometro e capace di prodursi in un miglioramento consistente in salita che gli ha consentito di dominare le anguste montagne italiche, possa seriamente mettere in difficoltà Chris Froome e diventare (già dal prossimo anno) uno dei papabili vincitori del Tour de France.

Menzioni speciali per Mikel Landa e Fernando Gaviria. Il primo, sfortunatissimo sul Blockhaus, vincendo la maglia azzurra riservata alla “classifica dei Gpm” e mostrando una condizione smagliante nella terza settimana, ha dimostrato che senza quell’infortunio avrebbe potuto lottare facilmente per le posizioni del podio. Il secondo, invece, vincitore della maglia ciclamino è stato il “Re delle volate” (4 su 6) e merita un encomio speciale per aver stretto i denti ed aver raggiunto Milano, a differenza di qualche collega al quanto irrispettoso della tradizione del Giro d’Italia e del prestigio che questa edizione portava con sé. Bravo!

 Ps: chissà se Marco ci guardava da lassù…

🙂

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