Categoria: Opinioni “non conformi”

Veramente basta solo lo “Ius Soli”?

Io credo che il dibattito sullo #IusSoli sia semplicemente superato.

Credo che, come dimostrano gli avvenimenti degli ultimi anni in Europa, non si risolva il problema dell’integrazione solo con una certificazione di cittadinanza. Per questo sostengo che la cittadinanza debba essere ottenuta tramite uno #Iusculturae : l’adesione ad una comunità deve avvenire tramite un’accettazione di principi e valori.
Problema: esiste ancora uno Stato europeo e occidentale che voglia difendere dei “valori” in un mondo post-modernista?

Carta_identita_fronte

A.A.A Occidente cercasi

Un fantasma si aggira per l’Europa: l’Occidente.

Occidente, questo sconosciuto! Ad ogni attentato, ad ogni episodio terroristico, si invoca la difesa dei valori dell’Occidente. Citando Bruno Pizzul “Tutto molto bello“, il problema è che nessuno ci ha mai spiegato quali siano questi valori e soprattutto cosa sia quest’Occidente! Stando ai nostri politici, opinion leader e intellettuali da salotti Tv, l’Occidente si caratterizza per un valore e uno soltanto: “la libertà”

Cosa sia questa libertà , pilastro fondamentale del nostro mondo, nel quale tutto si racchiude e tutto si conserva, è impresa davvero ardua. Gli stessi amministratori pubblici non saprebbero dare una definizione e se provassimo ad andare nelle scuole superiori, sui luoghi di lavori, nei bar, sono sicuro che le risposte sarebbero le seguenti:

  1. “???”
  2. “fare ciò che si vuole”

In merito alla prima risposta, lascio che la vostra mente dipinga lo stupore e lo smarrimento nel volto del perplesso interlocutore, della serie: “In che senso?” .

La seconda risposta, invece, può lasciare veramente sgomenti. Fidatevi, io ne ho sentiti molti affermare che libertà è “fare ciò che si vuole”. La cosa preoccupante è che l’occidente non dovrebbe permettere il “fare ciò che si vuole”, perché la libertà dovrebbe finire -secondo il pensiero occidentale- dove inizia quella del mio simile. Ma, come abbiamo detto, l’occidente non sa più cosa sia la libertà e quindi in maniera  raffazzonata dà una definizione molto popolare e popolana alla quale mi  permetto di obiettare con un laconico “voi siete veramente sicuri di sapere ciò che volete?”. 

Ecco, il problema sta tutto qua: abbiamo definito il nostro mondo con un unica parola (declinata rigorosamente in salsa individuale) che non sappiamo neanche definire e, quando ci dicono giustamente che “l’occidente si basa sull’assunto che la mia libertà finisce dove inizia quella altrui”, non possiamo far altro che alzare gli occhi al cielo. Ma non è colpa nostra o, almeno, non solamente nostra. L’Occidente si è basato per molto tempo sull’istituzione degli Stati nazionali che, nella loro fase post bellica, tra le loro funzioni svolgevano anche quella pedagogica, ovvero insegnare ai propri cittadini i principi di democrazia e libertà. Come sapete, sia lo Stato che la sua funzione pedagogica,  negli ultimi decenni sono sostanzialmente scomparsi per far spazio (con somma gioia di tutti gli abitanti del “mondo libero”) all’individuo e all’iniziativa economica individuale, “vera” nuova realizzazione del concetto di libertà e nuova pedagogia imperante di quel mondo chiamato Occidente. Peccato che tutti i nostri diritti civili, politici e sociali, derivino da quel concetto filosofico ormai perduto che, nel mondo del “one self man”, è diventato un miscuglio di concetti economici, individuali e relativistici, così relativistici da entrare in contraddizione tra loro.

Che posto curioso il nostro Occidente! Un luogo non ben definito senza confini, ideali e culturali. Un luogo dove la libertà (e i diritti individuali dai quali scaturiscono) è difesa  “strenuamente” nell’area Euro-Angloamericana, salvo poi mettersela “sotto le scarpe” nei posti meno fortunati dell’occidente e del mondo dove delocalizzazione, sfruttamento delle risorse e imposizioni di modelli avulsi alle culture locali, hanno creato nuove forme di schiavitù legalizzate sull’altare del “libero mercato”, nuovo mantra di una libertà perduta che noi stessi contraddiciamo. Chiedete agli abitanti della Cina, del M. O, del Sudamerica se l’imposizione del nostro modello di libertà gli ha resi liberi. Domandate se quel diritto inalienabile alla felicità, sancito esplicitamente ed implicitamente nelle costituzioni democratiche del “mondo libero”,  si sia realizzato grazie al nostro modello di “libertà”!

Vedete, quando subiamo un attacco e ci aggrappiamo al nostro mondo “libero” senza sapere cosa significhi libertà, abbiamo già perso. Siamo sconfitti quando non ne capiamo il senso e ipocritamente difendiamo questi principi, ripudiandoli poi in altri luoghi del mondo, in nome della stessa “libertà”.

Forse il problema dell’Occidente è proprio questo: un mondo contradditorio e ipocritamente rivolto verso se stesso che non sa nemmeno più definirsi. Quando vedete sui social network scritte della serie JE SUIS o notate per le strade bandiere arcobaleno disegnate coi gessetti per terra, non indignatevi per la pochezza di tale reazione: è l’anima smarrita di un occidente che non sa nemmeno più difendere e declinare il suo pilastro più importante, la libertà.